

Sofferenza: energia missionaria
Presenze invisibili e nascoste, ma preziosissime, sono quelle ricchezze e quei valori immensi spesso impenetrabili al solo sguardo superficiale o umano, e che appaiono in evidenza in tutto il loro splendore solo con gli occhi della fede.
Stiamo parlando delle situazioni di disagio, di malattia, di sofferenza corporale o spirituale, che pervade a livello capillare tutto il tessuto territoriale lauretano.
Un settore che si amplifica sempre più e interpella la comunità parrocchiale, non tanto per dare risposte, ma per mettere in gioco il problema in modo nuovo: come fonte di energia umana, sociale, spirituale, comunitaria ed ecclesiale.
Ecco perché lo sguardo sul settore malattia/ammalato supera il livello della constatazione, entrando nel livello della provocazione, della positiva messa in discussione, quasi fosse l'accensione di un motore rinnovato e rinnovante: quello appunto della parrocchia in movimento.
Il sostegno e la presenza - pure sempre nascosta e spesso invisibile - dell'ammalato/disagiato garantisce alla comunità in cammino la centralità del suo procedere, ancorando saldamente all'esperienza della sofferenza cristica e quindi cristiana l'attenzione e l'attività della pastorale.
Da questa centralità dell'esperienza cruciale illuminata dal messaggio evangelico riparte ogni giorno in modo rinnovato l'esperienza della vitalità della Chiesa sul territorio - in una parola: la missione - evidenziando nel suo procedere gli atteggiamenti fondanti della storia di ieri e fondamentali anche per l'oggi della testimonianza: l'accoglienza, la vicinanza, la
comunione, l'attenzione, l'ascolto, la pazienza, la condivisione,...
Il cammino della comunità, anche oggi, procede grazie a queste energie preziose ed efficaci, che rendono sensato e avventuroso l'annuncio del Vangelo oggi.
Don Luciano Sanvito