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> CRE 2011- Il tema

     
Ai tuoi occhi, mille anni
sono come il giorno di ieri che è passato
. (Salmo 90)

Il tempo, ormai, si è fatto breve. (1 Corinzi 7,29)

È ormai tempo di svegliarvi dal sonno. (Romani 13,11)

Il passato è nel presente. Il futuro è nelle nostre mani. (Elie Wiesel)

 
     
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Un tema in continuità. Ci siamo accorti, soprattutto negli ultimi anni, che è interessante giocare l’estate a partire dai grandi temi. Grossi contenitori che permettano alle commissioni di lavorare su temi di grande interesse per grandi e piccoli e soprattutto che permettano di incrociare la vita quotidiana con il senso che la comunità cristiana vuole offrire al vissuto di ciascuno.
Non è indifferente, inoltre, cercare di agganciare i temi nel corso degli anni e dare ad essi una certa consequenzialità. Non sarà possibile andare avanti all’infinito: visto però che siamo partiti dal cielo e abbiamo continuato con la terra, vogliamo tenere presente che attorno all’anno dell’expo ci aspetta il tema dell’alimentazione. Si cercherà, pertanto, in questi anni di mantenere un filo logico: pur sapendo che ogni estate è un mondo a sé, il tentativo è quello di sostenere un discorso senza
cercare delle forzature.
Il tempo, dunque. Perché dopo aver parlato dei due luoghi “assoluti” (il cielo come casa di Dio e possibilità di intravederne la presenza; la terra come casa dell’uomo dove realizzare il suo sogno di vita), il tempo si presenta immediatamente come il dispiegarsi delle possibilità di costruire la vita quotidiana.
A ogni capodanno sembra prevalere l’immagine ciclica del tempo, il rituale del ricominciare sempre possibile, in cui le delusioni patite e le gioie assaporate si rivestono spesso di speranza per il futuro e, a volte, di gratitudine per il passato. Gli stessi cristiani sembrano acconsentire a questa visione umana del tempo e per questa ragione in molti finiscono per affidarsi alle più improbabili previsioni astronomiche.
Il tempo nelle parole della Bibbia Prima di scorrere la Bibbia da principio alla fine, partiamo dal Vangelo: il tempo cristiano – Paolo dice che si è ormai “fatto breve” – si caratterizza per il fatto di avere un cuore. Non è l'essere ciclico e nemmeno conoscerne l’inizio e la fine.
Il cuore del tempo cristiano è l’incarnazione, il divenire umano di Dio in Gesù di Nazaret: lì trova luogo Colui che non ha luogo, lì entra nel tempo Colui che è eterno, lì scopre il proprio fine la nostra ricerca di senso che non ha fine. È il cuore di Dio, un cuore “amante degli uomini”, che costituisce il “tempo” dei cristiani, un cuore che da sempre e per sempre scandisce il ritmo dell’amore, contrassegna gli anni, i mesi, i giorni e le ore – le innumerevoli particelle in cui frazioniamo questa realtà indivisibile che non ha inizio né fine – con il sigillo della carità, del chinarsi verso i piccoli e i poveri. (Enzo Bianchi)
Ora, un cuore è qualcosa di più di un semplice “centro”, rispetto al quale ci si può sentire attirati o respinti, ma è soprattutto il luogo dal quale si dirama la vita e verso il quale il flusso dei nostri sentimenti si dirige per purificarsi e poi nuovamente diramarsi fin nelle più piccole parti del nostro essere.
Chiederemo al biblista di partire da queste considerazioni per il suo approfondimento.
Estate: tempo favorevole Imparare coi nostri ragazzi a considerare il tempo come l’occasione propizia per costruire la propria vita, ricuperando un senso del tempo legato anche alla sua preziosità: non basta dire dell’inevitabilità, peraltro un po’ pessimista, dello scorrere del tempo. Vale la pena insistere perché si offra ai ragazzi una visione di possibilità: il tempo è dono da investire. E proprio un tempo particolare come l’estate, libera da impegni pressanti e decisi “dai grandi” (in fondo quanti bambini e ragazzi “sceglierebbero” di andare a scuola?), si offre come un tempo, appunto, interessante per imparare a gestirlo in modo intelligente.
Comunità, tempo e vocazioneÈ la misericordia – cioè il “cuore per i miseri” – di Dio che orienta il nostro tempo, gli dà senso e direzione, lo trasfigura da sterile ripetizione di eventi e occasioni in “storia di salvezza”, in una vicenda impastata di tutta la nostra umanità e, al contempo, abitata dal soffio dell’eternità. È questo un discorso fortemente “vocazionale”: è cioè la possibilità di educare i nostri ragazzi a spendere la vita animandola dal soffio dello Spirito, l’unico soffio che ci fa intuire – già da oggi – l’eternità che vuole incontrare i nostri giorni.
Non è inutile ricordare che le attività estive si caratterizzano fortemente per il fatto di essere vissute in comunità: una comunità fatta dai piccoli che sa, nelle sere d’estate, raccogliere e unire famiglie e adulti. Una comunità che continua a chiedere a ciascuno di imparare a spendersi per costruire trame e relazioni buone