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> Eventi: Ventiquattro ore per la Pace

 
4 e 5 marzo - "I conflitti dimenticati e i cristiani oppressi nel mondo"
 
   
 
Rispondere alla malvagità con la forza disarmata dell'amore... (Benedetto XVI)
 
 
 
 
PERCHE' QUESTA VEGLIA...
Corpi feriti, martoriati, scheletri umani e rovine di case, macerie sotto le bombe. I riflettori dei media si accendono per i "conflitti mediarici ", la cui notizia è proporzionara all'uso della forza. Si pensi a Israele e Palestina, all'Iraq. Ma se lo sguardo va oltre la comunicazione di massa, si scoprono tragedie umane ignorate, lasciate cadere nell'oblio: "i conflitti dimenticati", ma ugualmente degni di nota. I cosiddetti conflitti a bassa intensità, quali gli scontri in Colombia, Pakistan, Sudan - ora che il Darfur non fa più "notizia" - dove si perpetuano violazioni di diritti umani.
É ai conflitti dimenticati che dedichiamo questa veglia di preghiera per la pace. Una 24 ore no-stop, aperta a tutti, per dare e lasciare un segno forte: educare alla pace attraverso la preghiera, l 'adorazione e la meditazione, accompagnte dalla lettura di testi sulla pace.
Si lascerà quindi spazio alla voce del silenzio, quella dello Spirito, per contribuire a costruire, con e nella fede, il sogno di Dio per il mondo: la pace.
Tutti siamo chiamati a lasciare un segno: sogno di pace e preghiera
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  IL GESTO DI PACE
Troverai un post-it dove potrai lasciare il tuo segno di pace: scrivi quello che senti... o una preghiera o una frase una riflessione o un impegno e attacca il post-it ai piedi dell'altare prima di uscire!
 
 
 
 
UN DONO... UN IMPEGNO
Lasciato il post-it potrai prendere uno dei bracciali preparato per noi dalle sorelle Clarisse... ogni bracciale riporta il nome di un conflitto: nella prossima settimana richiediamo di trovare il tempo della preghiera per questa guerra dimenticata...
La pace sia con te!
 
  > PACE è ... accoglienza (leggi)  
  > PACE è ... semplicità ed essenzialità (leggi)  
  > PACE è ... umiltà (leggi)  
  > PACE è ... coraggio (leggi)  
  > I CONFLITTI DIMENTICATI (leggi)  
  > TESTI PER LA RIFLESSIONE PERSONALE (leggi)  
     
 
PACE è accoglienza
 
 
 
 
L 1
Costruire la pace significa porre azioni di reale accoglienza. Significa realizzare uno stile di ascolto e accompagnamento delle persone, per aiutarle a trovare il senso di quello che stanno vivendo e pe ravviare con loro un cammino di riscoperta della fede, a partire dalle domande che magari confusamente affiorano nella loro vita .
 
 
S
"Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri ". (Gv 13, 34-35)
 
 
L 2
La pace si costruisce accogliendo e amando soprattutto le g iovani generazioni . "Amate le cose che amano i giovani " diceva sempre don Bosco ai suoi educatori. " Non ho mai conosciuto un giovane che non avesse in sé un punto accessibile al bene facendo leva sul quale ho ottenuto molto di più di quanto desideravo".
Educare i giovani alla pace significa amare, è volere il loro vero bene, è "guadagnare il loro cuore". "Chi sa di essere amato, ama; e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani " .
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  PACE è semplicità e essenzialità  
 
 
 
L 1
Il volto della pace trova visibilità nella cura per la qualità del cammino ordinario, prestando cura soprattutto al percorso liturgico dell'anno pastorale, allo stile evangelico del vissuto, alla preghiera quotidiana, alle molteplici azioni di vita che si danno nel lavoro, nel tempo libero, nello studio, nel g ioco, nelle iniziative di volontariato .
 
 
S
Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpa tia di tutto il popolo. ( At 2,44 - 4 7 )
 
 
L2
San Francesco d'Assisi è stato un giovane che ha dec iso di agire per la pace. A ventidue anni la sua vita spensierata e ricca di cose materiali si trasforma radicalmente in una totale osservanza al Vangelo. Altri giovani lo seguono e con loro si dedica alla testimonianza del Vangelo e alla predicazione, richiamando alla riscoperta della fraternità, della povertà, dell'umiltà, dell'amore per tutti e per le creature di Dio, nella gioiosa accettazione della sua volontà. Al centro di tutto la semplicità con cui ha deciso di immedesimarsi a Cristo, conoscendolo, imitandolo, seguendolo nel cammino della croce. Un esempio di giovane che ha avuto il coraggio di scegliere l'apertura ad ogni uomo, la fedeltà al Vangelo. Un giovane che ogni giorno, nella semplicità, nella gioia, anche nella fatica, ha scelto la pace.
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  PACE è umiltà  
 
 
 
L1
La pace è prima nell'intenzione che nell'azione. È prima del cuore e dell'intelligenza personale che delle iniziatiive, degli accordi fra persone o stati.
La pace ric hiede un cuore convertito. Per questo ci è necessario il dono e l'impegno dell'umiltà.
 
 
S
Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle umili. Non fatevi un'idea troppo alta dI voi stessi. Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. ( Rm 12 , 1 5- 1 7 )
 
 
L2
Celebre in tutto il mondo per la sua infaticabile opera di assistenza ai poveri e ai malati, Madre Teresa di Calcutta ha dedicato la sua vita a ridare la speranza ai disperati. Un'instancabile opera a servizio della pace, che attinge forza da radici di umiltà. Dopo aver iniziato senza alcun aiuto la sua opera di misericordia, Madre Teresa è stata a capo di una congregazione religiosa che ha aperto in tutto il mondo innumerevoli centri per l'assistenza ai più deboli. Come ha fatto una donna sola a compiere un lavoro così grandioso? Con l'aiuto di Dio, sicuramente, e con l'umiltà che l'ha sempre cont raddistinta. L'umiltà di riconoscere di essere "solo" uno strumento nelle mani di Dio. Solo una "goccia nel mare", ma il mare senza quella goccia non sarebbe stato lo stesso.
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  PACE è coraggio  
 
 
 
L1
La pace va vissuta e annunciata. Ogni cristiano deve portare dentro una tensione di pace. Ogni cristiano è chiamato per vocazione a vivere, in ogni ambito della sua vita, la speranza evangelica, dandone ragione con semplicità e coraggio.
 
 
S
Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillant i. Dite agli smarriti di cuore: "Coraggio ! Non temete; ecco il vostro Dio, giunge la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi". Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. (ls 34, 2-6)
 
 
L 2
"Siete voi giovani i primi apostoli ed evangeliz zatori del mondo giovanile, tormentato oggi da tante sfide e minacce. Principalmente voi potete esserlo, e nessuno può sostituirvi nell'ambiente dello studio, del lavoro e dello svago. Sono tanti i vostri coetanei che non conoscono Cristo, o che non lo conoscono abbastanza. Perciò, non potete rimanere silenziosi e indifferenti! Dovete avere il coraggio di parlare di Cristo, di testimoniare la vostra fede mediante il vostro stile di vita ispirato al Vangelo. San Paolo scrive: "Guai a me, se non predicassi il Vangelo!". Davvero, la messe evangelica è grande e ci vogliono tanti operai. Cristo si fida di voi e conta sulla vostra collaborazione. Vi invito quindi a rinnovare il vostro impegno apostolico. Cristo ha bisogno di voi! Rispondete alla sua chiamata col coraggio e con lo slancio proprio della vostra età". (Giovanni Paolo Il, GMG 1 98 9)
 
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